Il computer da 25 dollari

gennaio 8, 2012

Il computer da 25 dollari lo si può vedere nell’immagine

Raspberry PI

ed è una bella suggestione.

vedi articolo

Penso che lo acquisterò, perché insegno Tecnologia.
Ma mi lascia dubbioso l’idea del produttore del Raspberry Pi, l’inglese David Braben, che afferma:“i nativi digitali rischiano di essere meno bravi a utilizzare i computer di quanto fossero i loro coetanei di trenta anni fa. Oggi impiegano la loro creatività per primeggiare in videogiochi come Little Big Planet o Roller Coaster Tycoon, ma non c’è molto altro che sappiano fare con un pc. Sono come persone che sanno leggere ma non sanno scrivere. Per essere più chiari ancora: ormai tutti sanno tenere un blog o aggiornare Facebook, ma pochissimi sanno anche programmare; non conoscono il linguaggio informatico. E questo perché è molto difficile che gli venga voglia di programmare con i moderni pc: sono oggetti troppo belli e sono troppo… facili.”
Già, è quello che affermano molti critici dell’idea dei nativi digitali:“Macché digitali: spesso siamo più bravi noi vecchietti che col computer ci sappiamo fare!”. All’inizio del ’900 c’erano moltissimi uomini che montavano e smontavano automobili, ma certo non nell’ordine dei miliardi che adesso la usano. Qualche patito meccanico della domenica lo trovi ancora, fuori dai circuiti produttivi, e così penso di essere anch’io con i computer, per ragioni anagrafiche e professionali (nel mio piccolo cerco di insegnare la logica della programmazione attraverso il linguaggio LOGO e in terza media smonto i computer insieme ai miei alunni).
Ma con 25 dollari ormai ti compri un tablet indiano con Android, se vogliamo parlare di mainstream.

Un quaderno da proiettare in classe

dicembre 29, 2011

Gli strumenti hi-tech per fare didattica si moltiplicano. A volte hanno a che fare con la lavagna (la LIM), a volte con il quaderno (la Livescribe PulsePen, ad esempio, ma anche il tablet o il netbook).
Papershow è un prodotto interessante perché consente di proiettare in aula ciò che lo studente singolo ha fatto. Il procedimento mi sembra un po’ macchinoso e “ibrido”, il basso costo della singola dotazione invita però a sperimentarlo.

vai al sito Papershow

Rubare per scherzo l’identità in Facebook

dicembre 22, 2011

…ragazzi….. e bisogna starci attenti….

Sostituirsi a qualcun altro in Facebook

3 minuti sulla reazione di combustione

dicembre 22, 2011

Con una app gratuita, Educreations, si realizza con l’i-pad una breve lezione, pubblicandola successivamente in rete con due click, e scegliendo di visualizzarla per tutti o solo per i propri “alunni”. Per ora, la trovo una opportunità straordinaria.

http://www.educreations.com/lesson/embed/308267/

Usare i motori di ricerca a scuola

novembre 27, 2011

Windows 8

settembre 13, 2011

Microsoft si aggiorna, fra Apple e Android.

leggi notizia

Ma resta il dubbio: come si fa a occuparsi solo del software, mentre Apple e Google si occupano di software e hardware, nella loro integrazione?

Cagnolini in spiaggia e precarie manesche

agosto 7, 2011

Nelle ultime settimane, complice l’estate, abbiamo assistito in Facebook all’ennesima campagna di sensibilizzazione.
Riporto.
“ATTENZIONE:
Se andate al mare e vedete i classici venditori da spiaggia con borsoni e asciugamani teneteli d’occhio!!!! Se tirano fuori dal borsone cuccioli di cani o gatti chiamate subito IMMEDIAAMENTE la polizia o i carabinieri al 113 e 112 hanno iniziato a far traffico di cuccioli in spiaggia a 50 euro a cucciolo…… Tenuti in borse di plastica sotto il sole rovente!! FATE GIRARE VI PREGO!!!!!!!!!!”
Ora, per un paio di volte, in reply a post di persone stimabili, ho fatto osservare che questa è una NON NOTIZIA, perché non riporta alcun dato di fatto. Quindi si configura come un “allarme mediatico non giustificato”. Insomma, una bufala. Con la conseguenza non secondaria di ALLARMARE la popolazione FB nei confronti dei “classici venditori da spiaggia”. Vendono collanine? O chitarrine? Oppure borse taroccate…. Non importa, il risultato (voluto o meno) è che il popolo delle spiagge vada in allarme alla vista dei “classici venditori da spiaggia”. Bossi e Borghezio ringraziano.
Alle mie rimostranze, mi è stato segnalato in un caso questo dato di fatto. In un altro caso questo che in apparenza sembra un altro dato di fatto. Quello che colpisce in questo caso sono i commenti.
Ora, mettiamo pure che sia stato appurato un episodio di vendita di cuccioli a Voltri. E’ un reato, e va punito. Questo episodio giustifica l’attivazione di una campagna mediatica (in questo caso in FB, ma mi pare anche sui giornali)? Io penso di no.
Ipotizziamo che sia stato accertato, analogamente, un episodio a Bergamo di violenza su bambini della scuola dell’infanzia: un’insegnante precaria ha preso a schiaffi una bambina di 4 anni perché non voleva mangiare la minestra.
Allora io (essendo sensibile alla sorte dei bambini molto piccoli) mi sentirei autorizzato a mettere su FB un annuncio di questo tipo:
“ATTENZIONE:
Se andate a scuola e vedete le classiche insegnanti precarie con le mani infilate in grembiuli stropicciati tenetele d’occhio!!!! Se tirano fuori dal grembiule le loro mani nodose chiamate subito IMMEDIAAMENTE la polizia o i carabinieri al 113 e 112 hanno iniziato i movimenti per schiaffeggiare qualche loro piccolo alunno…… Tenuto in fila sotto il controllo delle bidelle!! FATE GIRARE VI PREGO!!!!!!!!!!”
Andrebbe bene? Non credo. Io me ne vergognerei.
Allora, penso che ognuno di noi nel web 2.0 debba avere la consapevolezza di essere “un autore di contenuti”, e quindi studiarsi un pochino le regole della deontologia professionale che fino a ieri riguardavano solamente i classici produttori di contenuti (giornalisti, scrittori, redattori). Qualcosa al proposito ha scritto Jaron Lanier in “Tu non sei un gadget” Mondadori 2010.
Non solo i consumers di contenuti hanno la responsabilità di discernere e selezionare il grano dal loglio; anche i produttori di contenuti hanno responsabilità su ciò che inseriscono in rete, social network compresi.
Vita da prosumers, insomma.
Lo siamo tutti.

Sono più affidabili gli hacker delle polizie

agosto 1, 2011

Proseguono gli hacker nel messaggio: “E voi (Vitrociset, ndr) dovreste occuparvi di sicurezza e affidabilità delle infrastrutture/sistemi dei più importanti enti e istituzioni del nostro Paese? Rideremmo fino a diventare cianotici se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri”. Un attacco dimostrativo, con una certa eleganza e in uno stile ormai desueto, senza reale danneggiamento o furto di informazioni, più politico che tecnico. Che contiene un invito esplicito a chi di dovere ad “amministrare meglio i nostri soldi”.

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L’ultimo disco di Bjork? Una app….

luglio 26, 2011

Le app per I-pad sono un oggetto hi-tech stupefacente e multiforme; uno si immagina una specie di software, e in effetti lo sono. Salvo che possono assumere la forma-libro (in mio possesso “La rete della memoria” BBN edizioni, pagato 0,79 euro, dedicato alle persecuzioni antisemite), oppure la forma-disco, come si vede dall’ultimo lavoro di Bjork, che già mi aveva colpito per la realizzazione dei suoi ultimi lavori con collaborazioni internazionali pilotate via e-mail dall’Islanda, attraverso l’invio di sample poi assemblati sul suo note-book.
Naturalmente nella forma “app” sia i libri che i dischi diventano altro. L’evoluzione della specie.

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Il mio intervento a Giornata aperta sul web

aprile 12, 2011

La copia del mio intervento sul progetto Pulsepen in 2A, all’interno delle presentazioni Ignite, durante la sessione mattutina del convegno Giornata aperta sul web 2011, organizzato dall’USR Lombardia l’11 aprile all’istituto Gentileschi di Milano.

vai alle slides

il video dell’intervento


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