In preparazione del seminario del 3 dicembre a Como (ma anche in generale perché è molto significativo) propongo la visione di un servizio TV segnalato da Garamond.
guarda video
C’è quasi tutta la mia Weltanschauung in proposito.
Ci sono un sacco di stimoli, su cui riflettere.
Riflettiamoci.
Nativi digitali
Novembre 24, 2009 di castronovoConvegno Did@tticAttiva 2.0
Novembre 17, 2009 di castronovoProvincia di Como Assessorato alla Cultura – Nuovo Laboratorio Multimediale
USR Lombardia CeRT-TIC Como (Centro Risorse Territoriali per le TIC)
USP Como CST – NTD (Centro Supporto Territoriale Nuove Tecnologie Disabilità)
In collaborazione con
Polo Regionale di Como del Politecnico di Milano
Polo LIM della provincia di Como – Istituto Comprensivo di Como-Prestino
presenta a Como, 3 dicembre 2009 – Villa Gallia, via Borgo Vico 148
Did@tticAttiva 2.0
Un convegno sulle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione a scuola.
L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria.
Clicca qui per iscriverti al Convegno e ai workshop del pomeriggio presso la Scuola Media “Ugo Foscolo”.
Programma (pdf, 172 Kb)
Progetto net-book
Novembre 7, 2009 di castronovoChe dite, racconto un po’ come sta andando il progetto Net-book sul banco?
Allora, dal primo giorno di scuola 20 alunni di seconda media (la 2A, 17 maschi e tre femmine, 3 DSA nel complesso) sfoggiano orgogliosamente il loro Asus 10 pollici. Gli abbiamo messo a disposizione una decina di prese elettriche multiple per ricaricare la batteria e una rete wi-fi dedicata, che è possibile staccare su richiesta con la rozza modalità che consiste nello staccare il cavo dallo switch, operazione a cui è prevalentemente addetto lo svelto bidello. Poi, oltre alla LIM Smartboard, è presente in aula una stampante laser colore.
I docenti si arrabattano per ora ad inventarsi la portabilità delle loro tradizionali attività didattiche sull’astuccio digitale degli alunni. Con problemi che nascono tutti i giorni e tutte le ore, e che progressivamente cerchiamo di risolvere. Ad esempio, almeno 5 alunni hanno avuto rilevanti problemi di manutenzione, anche per il colpo di genio di un alunno che ha deciso di infettare i compagni respirandogli addosso i bacilli (…della “suina”…) e di infettare i loro netbook inserendo a tradimento una chiavetta USB infettata….. Nota sul libretto al suo rientro dall’influenza, sgridata epocale, esecrazione da parte della classe.
I problemi tecnici sembra però che stiano rientrando.
Contemporaneamente sono stati accreditati quasi tutti gli alunni sulla piattaforma Moodle di Ninehub, che nelle intenzioni dovrebbe consentire di sperimentare attività on-line di approfondimento e/o di recupero. Ma, avendo a disposizione la connessione ADSL in classe, permette anche di razionalizzare le attività di scaricamento e di consegna dei compiti, bypassando la circolazione di chiavette USB.
I software più utilizzati per ora sembrano essere GeoGebra e OpenOffice, oltre all’uso del software Notebook della LIM SmartBoard per realizzare elaborazioni di immagini.
Gli alunni sembrano comunque molto responsabilizzati dall’uso del netbook, che visibilmente li differenzia dagli altri alunni di seconda media del plesso.
Intanto i docenti hanno fatto due incontri con l’ing. Ghezzi del Laboratorio METID del Politecnico di Como e con la prof.ssa Bassani dell’AID, per monitorare la sperimentazione fin dall’inizio. Il prossimo incontro vedrà al centro l’utilizzo delle mappe concettuali e mentali nell’attività didattica.
Alla prossima puntata.
Re-speaking a scuola
Ottobre 8, 2009 di castronovoNell’istituto comprensivo in cui insegno, ci siamo posti il problema delle tecnologie utili ad un bambino non udente che attualmente frequenta la seconda classe della primaria.
Abbiamo quindi dotato l’aula di una Lavagna Interattiva Multimediale, e l’idea “plus” era di sperimentare un sistema che fosse in grado di “sottotitolare” le lezioni delle maestre sul laptop del bambino.
Il sistema individuato era Dragon come software di acquisizione audio, e VoiceMeeting come software di sottotitolazione.
Ora, leggo un intervento di Roberto Ellero, che mi sembra valga la pena di segnalare, insieme ai commenti.
A questo punto mi pare che la tecnologia in questione sia matura per essere sperimentata.
Tenterò nei prossimi giorni di renderla operativa.
Domande e risposte sull’accessibilità WEB
Agosto 25, 2009 di castronovoIn relazione anche al post precedente, rilancio un video che documenta una parte del seminario su Web e accessibilità 2009.
Roberto Scano sull’argomento è un’autorità.
video
Le persone sono autorevoli. Le domande sono comuni, e vengono anche a me.
Proviamo a rispondere anche noi.
Riflessione sull’accessibilità del web
Agosto 13, 2009 di castronovoDa qualche anno partecipo alla comunità di pratica di Porteapertesulweb che meritoriamente diffonde la cultura dell’accessibilità e dell’usabilità del web.
Non sono un webmaster esperto di XHTMLstrict, ma seguo il plot di PASW, che mira all’accessibilità dei siti web scolastici, e in generale della pubblica amministrazione, in ossequio all’ottima legge Stanca del 2004.
Ultimamente sto pasticciando con un po’ di strumenti del web 2.0, e mi sono chiesto se non c’è una distonia clamorosa fra gli sforzi tesi alla conformità con l’XHTMLstrict (che, diciamocelo, pretende la conoscenza del codice e una professionalità non così scontata nel personale scolastico, oltre alla conoscenza di software come Dreamweaver nella migliore delle ipotesi) e la “semplicità” di fruizione degli strumenti del web 2.0.
Mi sembra che si delinei anche qui un’antica contraddizione fra gli specialisti-cultori di una disciplina difficile ma “esatta” (potrei dire tecnicamente e culturalmente “alta”) e il mainstream, inteso come “ciò che è alla portata di tutti”.
In briciole, significa che chiunque (sottolineo chiunque) può oggi realizzare con poco sforzo un sito con WordPress.com, una piattaforma e-learning con Ninehub, un social network con Ning, un blog con WordPress o Blogspot, una TV in streaming con Livestream, un canale TV con YouTube, e spesso tutto ciò è valido in XHTMLtransitional, mentre se si vuole realizzare un sito scolastico valido in XHTMLstrict bisogna passare sotto impegnative forche caudine fatte di studio del codice, dei CSS, di Dreamweaver e così via.
La storia dei media e delle tecnologie ci dice che per diffondersi (per diventare mainstream) una tecnologia necessita, oltre che di validità, anche di efficacia e di economicità (in questo caso riferita soprattutto al tempo).
E allora mi chiedo: non è più facile immaginare che la pressione sugli ingegneri del software 2.0 li porti a creare strumenti validi XHTMLstrict piuttosto che immaginare che professionisti della didattica (gli insegnanti) diventino professionisti del codice XHTMLstrict invece che ottimi utilizzatori “mainstream” di strumenti messi a loro disposizione da chi li sa fare?
Mi scuso per il discorso confuso, ma mi sembra che abbia una certa urgenza.
Video, testi e dislessia
Agosto 10, 2009 di castronovoSegnalo una pagina web interessante sull’utilizzo del video in relazione alla dislessia e alla fruizione dei testi.
Video e dislessia
Lavagne collaborative
Agosto 4, 2009 di castronovoAlessandra mi segnala due interessanti strumenti web
Dabbleboard
Scriblink
che consentono di operare su un’unica lavagna virtuale da parte di diversi utenti.
La tecnologia è simile al plugin WhiteBoard di Skype, e l’interesse risiede nella possibilità di utilizzarla insieme alla LIM, in un’attività cooperativa-collaborativa fra classi diverse e lontane.
Il fatto che non sia necessario creare un proprio account rende l’uso di questa tecnologia ancora più semplice.
Praticamente si entra, si invitano via mail in tempo reale gli utenti interessati a condividere l’esperienza, si opera e alla fine è possibile salvare il tutto sul proprio computer.
La piattaforma e-learning nella scuola di base
Agosto 2, 2009 di castronovoSto provando ad attivare una piattaforma e-learning da utilizzare in una classe di seconda media a partire da settembre.
piattaforma
La piattaforma che sto usando è realizzata con Moodle e si appoggia su una lodevole iniziativa gratuita del sito Ninehub.com, che non necessita di installazione su un proprio server, garantendo (almeno per quanto ne capisco) tutte o quasi le funzionalità.
L’idea di spostare una parte della formazione sul web, integrando la formazione a distanza con la formazione in presenza (in modalità blended, come si dice), sta avendo un grande sviluppo negli ultimi anni: basterebbe fare riferimento alla piattaforma Puntoedu del MIUR, dove si è insediata gran parte della formazione in servizio del personale scolastico italiano.
Anche molte scuole superiori, oltre che ovviamente le università, hanno attivato piattaforme e-learning per i propri studenti.
La mia idea è che tale tecnologia possa essere utilizzata efficacemente anche alla scuola media, in particolare sulle attività di approfondimento e recupero delle varie discipline, considerato che le compresenze ormai non esistono più, che le classi diventano più numerose e che l’ammontare della scuola in presenza complessivamente diminuisce. E considerato anche che ormai le tecnologie sono presenti praticamente in ogni casa, connessione veloce compresa.
Mi sembra dunque che sia questo il momento in cui è possibile sperimentarne l’efficacia.
Preparare una piattaforma per l’e-learning non è comunque una passeggiata.
Richiede innanzitutto molto tempo per la personalizzazione dell’interfaccia adeguata alla propria utenza; poi è necessario avere ben chiaro come si insegna la propria disciplina, per poterla implementare almeno in parte sul web, ed effettivamente in questo senso si può sottolineare il carattere meta-professionale di questa esperienza; si tratta poi di digitalizzare i materiali di studio e di effettuare ampie ricerche nel web per trovare risorse opportune da mettere a disposizione degli alunni; infine, vanno progettate le attività da far svolgere, immaginandone i criteri valutazione e traducendoli nelle possibilità che la piattaforma offre in tal senso.
Insomma, è praticamente un lavoro. Impegnativo.
A me diverte anche, come spesso le ICT in generale; mi chiedo però se non sia il caso di iniziare a riflettere su quanto è cambiata la professione docente, e se non sia necessario iniziare a considerare anche queste attività nel nostro profilo professionale, in modo che siano almeno retribuite dal Fondo di Istituto, inizialmente, e che nel tempo vadano a costituire un’articolazione necessaria e fruttuosa dell’insegnamento, riconosciuta ad esempio anche nel contratto nazionale di categoria.
Il seminario sul WEB 2.0
Giugno 17, 2009 di castronovoIl 20 maggio ho partecipato al seminario su WEB 2.0 e didattica, organizzato dall’USR Lombardia.
Ad un seminario di questo tipo si partecipa per ricevere stimoli e “visioni”. Per accumulare l’energia necessaria a muoversi su obiettivi e su progetti che già ti circolano in testa.
Voglio allora segnalare le slides utilizzate da alcuni relatori, perché fanno sintesi; certo, sentirli parlare è altra cosa, ma per ora accontentatevi
.
Learning 2.0, niente sarà più come prima – Paolo Ferri (Università degli Studi Milano-Bicocca)
LIM per colmare la “disconnessione digitale”: un percorso verso la scuola 2.0 – Elena Mosa (Agenzia Scuola)
Web 2.0: nel 2006 quasi una provocazione – Augusto Tarantini (Esperto formazione e ICT)
Il social networking: paradigma per lo studio , Roberto Bellini (Presidente sezione AICA Milano)
E poi sarebbe opportuno ragionarci sopra, per intercettare lo stato dell’arte e immaginarsi cosa fare concretamente nelle nostre aule.